LE AZIENDE SPINGONO, IN BALLO 33 MILIARDI DI PIL

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Evitare il tarcollo dell’economia toscana attraverso la ripartenza dell’aziende più votate all’export e quindi con più incognite per la possibile concorrenza di competitor stranieri che potrebbe approfittare del lockdown prolungato. E’ questa l’estrema sintesi del patto che riunisce sindacati e buona parte della categorie conomiche, sotto la regia della Regione Toscana, sottoposto all’attenzione del Governo. I settori che non possono attendere il 4 maggio sarebbero: marmo, tessile e moda, conciario, pelletteria, calzature, ora, meccanica e impianti. In tutto sarebbero 3mila aziende che incidono sul PIL Regionale per 33 miliardi di Euro. 90mila i lavoratori diretti, più 25 mila di indotto. La proposta però, fatto salvo per i poteri in materia delle singole Prefetture, non trovato sulla propia strada l’altolà del Governo. “Riaperture omogenee per tutte le Regioni non prima del 4 maggio”. Ha ripsoto Conte pressato dalla comunità scientifa secondo cui è troppo presto per la Fase 2
Bugli

La pelletteria, seguendo l’esempio di Gucci che riaprirà già questo lunedì, sta cercando di anticipare la ripresa. Un obiettivo non semplice viste le sempre più stringenti norme sulla sicurezza. Tema molto caro ai sindacat.