TEST SIEROLOGICI, VIA TRA DUBBI E INCERTEZZE

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E alla fine arrivò il giorno della consegna dei test sierologico in Toscana. Il kit per il test rapido è arrivato nei laboratori privati accreditati che dovranno esaminare 240 mila lavoratori toscani nelle prossime tre settimane. Ma non mancano ancora dubbi e incertezze Il Governatore Enrico Rossi, ha respinto le perplessità che erano emersa dal fronte dei privati sul ritardo nelle consegne assicurando anche che, dopo i primi venti giorni, le forniture saranno aumentate per aumentare la platea di lavoratori autorizzati a fare il test. «Anche se ce li consegnassero – ha affermato il direttore del laboratorio Multitest a Livorno intervistato dal Tirreno – non abbiamo firmato la convenzione né siamo ancora riusciti ad accedere al portale attraverso cui dovremo trasferire i risultati». Ancora inoltre non sarebbe ben chiara la modalità di prenotazione: in teoria i cittadini coinvolti dallo screening possono chiamare l’istituto privato e fissare l’appuntamento, secondo la Regione in relatà sarebbe preferibile che a contattarlo, e a fornire la lista dei dipendenti, fosse l’azienda stessa.Al momento sono 16 le categorie che vi possono accedere, quelle delle professioni essenziali, in particolare per chi ha contatti con il pubblico. I 240 mila kit si aggiungono ai 140 mila che la sanità pubblica sta utilizzando per fare il test al personale sanitario, alle forze dell’ordine, al volontariato e alle Rsa.

Obiettivo: capire quante persone sono entrate in contatto col virus, e magari hanno già sviluppato l’immunità rintracciando le IgM e le IgG. Solo che ieri la maxi-indagine epidemiologica è partita col botto. O meglio, nel caos e fra lo smarrimento dei cittadini e dei centri di analisi colti di sorpresa dall’ordinanza con cui il governatore domenica ha dato il via al test diffondendo l’elenco dei laboratori con tanto di numeri di telefono e l’invito ad ogni lavoratore avente diritto a chiamare per fissare l’appuntamento. Un pasticcio che costringe il presidente nel primo pomeriggio a chiarire: «Partiamo, ma calma e gesso. Entro domani mattina (martedì 21, ndr) i nuovi kit saranno consegnati a tutti i 40 laboratori che effettueranno gli esami». Insomma, Rossi prova a tamponare. Perché i lavoratori potenzialmente coinvolti sono 240 mila e fra i privati montano malumore e qualche dubbio sulla reale volontà di far partire lo screening di massa.