GLI EFFETTI DELLE CHIUSURE SULL’ECONOMIA REGIONALE

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A causa della sua specializzazione manifatturiera nelle produzioni tradizionali del Made-in-Italy e dell’importanza dei comparti del commercio e del turismo nel settore terziario, la Toscana è una delle regioni italiane che sta scontando l’impatto maggiore dei decreti emergenziali del Governo per arginare il contagio da Coronavirus.
Gli ultimi dati pubblicati dall’Irpet, l’Istituto Regionale di Programmazione Economica, evidenziano il peso della crisi e la distribuzione della stessa sui vari territori toscani in rapporto agli addetti bloccati dal lockdown. Numeri che, tuttavia, riguardano la componente delle imprese extra-agricole, escludendo, dunque, sia la parte di attività legate all’agricoltura, sia quella del settore pubblico.
Secondo l’analisi dell’Irpet le quote di addetti sospesi risultano più elevate complessivamente per le cinture urbane e le aree interne intermedie, in cui pesano le attività manifatturierie e il commercio al dettaglio. In generale, le aree che potremmo definire intermedie, fatte di zone suburbane e prime periferie, in cui si localizza buona parte della manifattura, in particolare quella più tradizionale, e molta parte della popolazione con i servizi annessi, sono quelle che ad oggi subiscono l’impatto maggiore. Spesso, le produzioni manifatturiere di queste aree sono destinate all’export e dunque, il loro indebolimento, rischia di produrre importanti effetti sistemici a scala regionale. L’attenzione va tuttavia rivolta anche alle aree più periferiche, in cui le chiusure delle attività rivolte ai turisti rischiano di dare il colpo finale ad un tessuto produttivo tradizionalmente debole o monospecializzato.

23,8% SERVIZI URBANI
18,4% COMMERCIO
13,6% MADE IN ITALY
11,8% SERVIZI TURISTICI