TROVATA NEL POZZO L’ARMA DEL DELITTO

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E’ stata trovata nel pozzo in cui aveva tentato di uccidersi l’arma con cui Miah Billal ha ucciso la figlia di 4 anni nella mansarda dell’abitazione di famiglia a Levane nell’aretino, nel Comune di Bucine. Dopo le ricerche andate avanti per quasi due giorni e rese difficili per la profondità e le caratteristiche della cavità, le forze dell’ordine hanno trovato un coltello usato del 39enne bengalese. L’uomo, portato il giorno dell’omicidio al monoblocco della Gruccia e poi trasferito al carcere di Sollicciano, in nottata ha avuto bisogno di altre cure mediche – pare abbia dato in escandescenze – ed è stato accompagnato in un ospedale fiorentino. Il bengalese finora non ha parlato con gli inquirenti e si è trincerato in un assoluto silenzio. Intanto il suo legale, l’avvocato Nicola Detti, ha incontrato la pm Laura Taddei per il conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo della bambina. Nelle scorse ore i Carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno, hanno sentito il figlio e la moglie dell’uomo. Il ragazzino è riuscito a raccontare cosa è successo. E’ stato lui ad essere stato aggredito per primo. Un colpo inferto con una lama artigianale – una specie di lungo coltello dalla punta arrotondata, utilizzato nella cucina tradizionale cingalese – lo ha ferito alla testa. Impaurito, è scappato al piano sottostante – dove vive un connazionale, datore di lavoro del padre – a cercare rifugio e a chiedere aiuto.,E’ stato allora che il genitore si è accanito sulla piccola. L’ha colpita al collo, più volte, senza lasciarle scampo.