PESO DELLA STRUTTURA E UNA FRANA LE CAUSE DEL CROLLO

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“Una soletta collocata sul viadotto negli anni ’90 che avrebbe provocato un sovraccarico che potrebbe aver eroso gran parte del margine di sicurezza imposto all’epoca della progettazione ed il lento avanzare di una frana avvenuta sul lato Caprigliola”. Cominciano ad essere messi a fuoco i fattori che potrebbero aver contribuito al crollo totale del viadotto di Albiano Magra, in Lunigiana, avvenuto l’8 Aprile scorso lungo la strada statale 330, Una vicenda che ha riacceso i riflettori sulla sicurezza delle infrastrutture italiane e sulla quale la procura ha aperto un’inchiesta con 17 indagati, tutti esponenti dei due enti che si sono avvicendati nella gestione del ponte, l’Anas e l’amministrazione provinciale di Massa Carrara. Parlando alle commissioni trasporti e ambiente della Camera, la ministra delle infrastrutture Paola De Micheli ha spiegato che “dai primi esami sono emerse alcune circostanze che potrebbero aver contribuito a generare il crollo”. Nello specifico, la ministra ha citato una “Le analisi tecniche sulla cause della frana comunque proseguono, al di là accertamenti della procura su eventuali carenze nei controlli e nelle opere di manutenzione operate sul ponte nel corso degli anni dagli enti competenti. La “prossima settimana” – ha aggiunto De Micheli – arriverà la decisione sulla realizzazione di rampe di accesso e uscita alle autostrade A15 e A12 per limitare i disagi per gli abitanti interessati dal crollo. La decisione sulle rampe “non è stata ancora presa” perché “si sono resi necessari dieci giorni di approfondimento di analisi dei flussi per completare la progettazione di entrambe le rampe”, una “sul fronte toscano e una sul fronte ligure”. La decisione sul progetto di ponte provvisorio, di cui è stata incaricata l’Anas, spetta al commissario Enrico Rossi.