RISPETTATI TUTTI GLI INDICATORI ANTI-CHIUSURA

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A quasi una settimana dall’inizio della Fase 2 dell’emergenza Covid-19, la Toscana non ha fatto suonare nessuno dei campanelli d’allarme da cui il Ministero della Salute ha deciso di far dipendere eventuali ritorni a restrizioni più severe. Lo confermano i dati sull’epidemia elaborati dall’Agenzia Regionale di Sanità. I 20 indicatori decisi dal ministero rientrano in tre ambiti d’indagine che, settimanalmente, sono monitorati regione per regione: capacità di monitoraggio dei casi, capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti, stabilità di trasmissione e tenuta dei servizi sanitari. 
Allo stato attuale, “tutti gli indicatori di monitoraggio previsti dal ministero vedono per adesso la Toscana in linea con quanto previsto e richiesto”, ha detto Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia. 
Proveniamo da una settimana durante la quale la numerosità dei casi è stata stabilmente al di sotto delle 40 persone positive. Rispetto alla media dell’ultima settimana di marzo, data dalla quale si stima che le misure di distanziamento sociale abbiano avuto un loro effetto, vi è stata una diminuzione di nuovi casi dell’85% rispetto alla media italiana del 70%. Una sola area territoriale pare ancora “drenare” la gran parte dei contagi, ed è la provincia di Firenze. Ricordando però che i dati trasmessi alla Protezione civile ogni giorno sono relativi alla provincia di notifica, la maggiore concentrazione è dovuta essenzialmente alla densità abitativa del territorio ed alla più forte attrazione degli ospedali Covid nell’area fiorentina.
Relativamente alle condizioni cliniche, sempre più spesso siamo in presenza di casi asintomatici, poco sintomatici ed in condizione lieve. Ciò, secondo l’Agenzia Regionale di Sanità è probabilmente dovuto alla massiccia campagna di adesione ai test di screening sierologici su molte categorie professionali implementata dalla Toscana durante le ultime settimane. Da quando é stata avviata la campagna, il 21 aprile scorso, sono stati effettuati circa 45.000 test di screening, pungidito e venosi, che hanno fatto emergere circa 400 persone positive, subito avviate al tampone di conferma.
Le guarigioni, soprattutto quelle definitive o cosiddette virali (doppio tampone negativo di conferma), hanno fatto un vero e proprio scatto in avanti aumentando in proporzione 8 volte di più della media italiana nell’ultimo mese: sono oramai quasi il 45% dei casi totali e la Toscana si è riportata così nella media nazionale dei casi guariti. La diretta conseguenza di un aumento così forte delle guarigioni è ovviamente la progressiva diminuzione degli attualmente positivi.