RIAPERTURE ANTICIPATE, FUMATA BIANCA

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Dopo un lungo braccio di ferro alla fine a spuntarla sono state le regioni. Bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici, insieme a tutti gli altri negozi, potranno rialzare le saracinesche in quasi tutta Italia senza dover aspet tare la data programmata del 1° giugno. La novità riguarderà la Toscana così come quasi tutte le altre regioni italiane, ad eccezione di Lombardia e Piemonte dovranno attendere. I dati del monitoraggio del ministero della Salute dicono che nelle due regioni dove si concentra la metà dei nuovi contagi ancora non si può accelerare. In Toscana invece, dove l’indice R0 è nettamente al di sotto di 1, da lunedì 18 maggio potranno entrare nella fase 2 anche quel tessuto di piccole e medie imprese già duramente provato dal lockdown. Ascoltati i molteplici appelli toscani al Governo, l’ultimo in ordine cronologico quello del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani: “Ho una richiesta per il Governo. Una soltanto. Ed è molto semplice: permettere di riaprire il 18 maggio, anziché l’1 giugno, a tutti i bar, ristoranti, parrucchieri ed esercizi di cura della persona della Toscana. Permetterlo e annunciarlo subito, così che gli esercenti possano prepararsi per tempo. Qui ci sono
contagi e ecessi come ai primi di marzo – ha scritto Giani su Facebook – con la differenza che ora abbiamo avuto oltre 270 guarigioni!
L’isolamento fatto e l’autonomia regionale ben utilizzata in materia di gestione dell’emergenza sanitaria hanno prodotto risultati diversi da una parte all’altra d’Italia”. “Proviamo almeno per la Toscana – ha concluso – a fare un passo avanti!”.

Asporto e consegne a domicilio ci bastano a malapena per bollette e affitti. Ma non sono sufficienti nel lungo periodo. Dobbiamo riaprire presto le nostre attività”.
E’ un coro praticamente unanime quello dei ristoratori e dei titolari di bar ed esercizi di somministrazione di cibo e bevande, che nell’ultima settimana hanno comunque in gran parte alzato le saracinesche per dedicarsi ai servizi di take away e delivery. Le situazioni variano da locale a locale, in base a dimensioni, numero di dipendenti e di soci, giro d’affari abituale, affitti da pagare o meno.

Domani sarà convocato il confronto tra Governo e Conferenza delle Regioni per avere chiarezza sull’ipotesi di riaperture dal 18 maggio. Lo annuncia il presidente Stefano Bonaccini, spiegando di averlo condiviso con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, dopo aver ricevuto “da tanti presidenti di Regione la richiesta di avere certezza che dal 18 maggio possano riaprire gli esercizi e le attività commerciali oggi chiusi, ovviamente sulla base dell’andamento epidemiologico e il rispetto di protocolli di sicurezza condivisi”.
“Condividendo lo spirito della richiesta e la necessità di avere chiarezza, anche per poter dare per tempo le dovute informazioni, ho condiviso con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia che già lunedì sarà convocato confronto fra Governo e Conferenza delle Regioni”, dice Bonaccini.
I governatori di Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria, Veneto e il presidente della Provincia autonoma di Trento hanno scritto al Presidente della Conferenza delle Regioni sollecitandolo “a convocare urgentemente per domani un incontro con il Governo al fine di avere assoluta certezza che le linee Inail per le riaperture siano disponibili entro mercoledì e che dal 18 maggio ogni territorio possa consentire la ripartenza. Una prospettiva che, qualora fosse disattesa, porterà ad agire autonomamente”.
“Dal 18 ci sarà una nuova fase, che porterà a una differenziazione territoriale”, dice il ministro Francesco Boccia al Tg2. “Noi stiamo lavorando per far ripartire questa differenziazione territoriale dal 18 maggio – aggiunge –. Potranno riaprire gran parte delle attività economiche, ma non possiamo far ripartire attività senza protocolli di sicurezza. Comprendo l’esigenza delle Regi