UCCISO IN SICILIA, FU UN’ESECUZIONE

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Giovedì prossimo Fabrizio Contiguglia avrebbe compiuto 28 anni. Avrebbe, perchè l’anno scorso, il giorno di ferragosto, Fabrizio, di origini siciliare ma residente a Sesto Fiorentino, è stato ucciso assieme allo zio Antonio a Ucria, in provincia di Messina. A sparare a entrambi e a una terza persona sopravvissuta, fu Salvatore Russo, 30enne di Paternò. La fine sanguinosa di una banale lite iniziata per un parcheggio, era stato detto in un primo momento. Ora però le indagini hanno fatto emergere tutt’altro scenario. Secondo la Procura di Patti, che ha appena chiuso le indagini preliminari, si è trattato di un’esecuzione. L’omicida infatti sparò con una pistola di sua proprietà e non con un’arma portata dalle vittime di cui si sarebbe impossessato durante la colluttazione.
“E’ un primo passo – dice a La Nazione la mamma di Fabrizio, Benedetta Ricciardi – ma per noi è importante perché contribuisce a smentire una serie di ricostruzioni false. Fabrizio e lo zio sono stati uccisi a bruciapelo, non hanno potuto far niente per difendersi”.
Fabrizio Contiguglia era in Sicilia con la madre in ferie e stava trascorrendo quei giorni assieme ai parenti. Sulla lapide della tomba, al cimitero maggiore di Sesto, la mamma ha fatto incidere una frase: ‘Come si fa a spiegare il mare a chi lo guarda e vede solo acqua’: Sono le parole che Fabrizio aveva postato su Facebook due giorni prima di essere ucciso a corredo di una foto che proprio la madre gli aveva scattato