L’IMPATTO DEL VIRUS SU LAVORO E PIL

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42mila posti di lavoro persi dall’inizio dell’anno, di cui ben 37mila nel periodo che va dal 9 marzo, giorno di inizio del lockdown, al 15 aprile. E’ la drammatica fotografia scattata dall’Irpet sull’impatto della bomba covid19 sull’economia toscana, dove il calo del Pil potrebbe andare oltre il 10%, più di quello nazionale che segnerà un -9,5%. Il drastico calo degli occupati non è stato causato dai licenziamenti, vietati dal governo, ma dalle mancate assunzioni di tutti quei tipo di lavoratori a tempo determinato o stagioni che tradizionalmente scattano tra marzo e aprile in vista dell’alta stagione turistica. Gli avviamenti al lavoro sono crollati del 34% rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma la crisi non ha colpito solo il turismo. Anche i settori dove le fabbriche sono rimaste aperte perché considerati essenziali hanno subito un duro colpo. Ogni 100 posti di lavoro persi 45 sono attribuibili a settori non sospesi e ciò “testimonia un intreccio di rapporti in una logica di filiera che ha penalizzato tutto il sistema produttivo” scrive l’istituto di programmazione economia della Toscana nella sua relazione illustrata dall’assessore Federica Fratoni al consiglio regionale, nella prima seduta alla presenza dei consiglieri dopo settimane di chiusura dell’aula.
quanto al calo del Pil regionale, si stima una perdita di 11 miliardi di euro di ricchezza e 250 milioni di ore di lavoro in meno