RIAPERTURE, IL CALENDARIO TOSCANO

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Già venerdì potrebbe toccare ai negozi di commercio al dettaglio, sopratutto quelli di abbigliamento. in anticipo di qualche giorno rispetto al via libera del governo. Il 21 maggio invece, giovedì della prossima settimana, toccherebbe a estetisti, parrucchieri e a tutti i servizi alla persona a rischio per il contatto ravvicinato. Solo lunedì 25 maggio, infine, sarebbe la volta di bar e ristoranti che oltre all’asporto potrebbero nuovamente servire i clienti all’interno dei locali. E’ il controcalendario in tre date che la giunta toscana sta valutando di applicare seguendo una via di maggiore prudenza rispetto alla data del 18 maggio individuata a livello nazionale come quella in cui rialzare praticamente tutti i bandoni. Il piano del Granducato si basa su un concetto sanitario: la popolazione toscana, poco colpita dal contagio rispetto ad altre regioni, è più vulnerabile perchè può contare su un numero molto più basso di immuni. Insomma riaprire tutto in una volta significherebbe alimentare la possibilità di nuovi focolai. I dati statistici che emergono dai primi test sierologici (150mila già eseguiti e 400 mila da fare entro giugno) confermano che solo 0,5% della popolazione è entrato a contatto con il virus (l’1,1% tra gli operatori sanitari). Il calendario toscano in tre tappe si basa anche sulle rassicurazioni avute dal ministro Boccia, che ha concesso spazio di manovra alla regioni più virtuose nella gestione dell’emergenza. Far slittare ancora alcune riaperture potrebbe rivelarsi una scelta impopolare, sopratutto per quelle categorie, come i ristoratori, che da settimane sono sul piede di guerra.