IL BOSS MAFIOSO TORNA IN CARCERE

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Dopo l’approvazione del decreto del ministro della giustizia Alfonso Bonafede, rientra in carcere il primo dei 376 detenuti scarcerati per ragione di salute durante l’emergenza coronavirus. Si tratta del boss palermitano Antonino Sacco, 65 anni, con varie condanne per mafia e estorsione. Sacco era stato scarcerato e messo ai domiciliari dal Tribunale di sorveglianza di Siena, revocati nelle scorse ore dal magistrato di sorveglianza. Prima della scarcerazione Sacco era detenuto nell’istituto penitenziario di San Gimignano, ma per motivi di salute era stato ritenuto a rischio in caso di infezione Covid-19. Adesso verrà trasferito nel carcere di Livorno, perché, come sottolineato dal magistrato, “dotata di ampia offerta specialistica con la possibilità di avvalersi di strutture sanitarie del territorio”. Secondo le nuove disposizioni contenute nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il magistrato di sorveglianza che ha adottato il provvedimento deve valutare entro 15 giorni, e poi ogni mese, la posizione dei mafiosi condannati definitivamente ma scarcerati e messi ai domiciliari a causa dell’emergenza sanitaria. Mentre la rivalutazione diventa immediata se il magistrato di sorveglianza identifica una struttura idonea a ospitarli. In Toscana i boss scarcerati per l’emergenza Coronavirus sono ben 42, su un totale di 376 in tutta Italia.