DRAMMA BACIS, IL CORDOGLIO DEL CALCIO

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Il mondo del calcio si è stretto in un abbraccio fortissimo attorno alla famiglia dell’ex giocatore tra le altre di Fiorentina e Arezzo Michele Bacis dopo il tragico incidente costato la vita al figlio Jacopo di 8 anni. Il bambino sabato sera poco dopo le 22 è caduto dalla finestra di casa, al terzo piano di questo palazzo in Vicolo della Dea, nel centro di Arezzo.
La società amaranto, di cui Bacis aveva vestito i colori sia da calciatore che iniziando la carriera da allenatore, ha espresso il proprio dolore con un comunicato stampa e lo stesso ha fatto la Triestina, club nel quale il difensore aveva militato da giovane, prima di trasferirsi alla fiorentina dove visse da protagonista, con 26 presenze, l’anno del ritorno in serie A dopo il fallimento.
La perdita del figlio arriva in un momento già molto difficile. Bacis, originario di Bergamo, era già stato toccato negli affetti più cari dall’epidemia da Coronavirs, che ha avuto come epicentro proprio la città lombarda. C’era anche suo zio, tra le bare portate via dai camion dell’esercito.
Ma niente a confronto con la morte del piccolo Jacopo, per il quale si sono rivelati inutili i tentativi disperati di soccorso. Un’ambulanza l’ha portato all’ospedale San Donato e un elicottero l’avrebbe dovuto trasferire al meyer. Le gravi ferite subite nell’impatto a terra però non gli hanno dato scampo. Gli accertamenti sulla dinamica della caduta sono stati affidati alla polizia