TENSIONI SULLA DISTANZA, ROSSI: “MEGLIO UN METRO E 80”

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E alla fine arrivò l’ordinanza, quella con cui la Regione Toscana recepisce senza sorprese le direttive del Governo. Un firma in extremis, a poche ore di fatto dal 18 maggio, che chiude l’ennesima giornata di tensione tra Stato e Regioni. Oggetto del contendere il metro di distanziamento sociale. Una misura che ha creato notevoli perplessità nella comunità scientifica e che non è sufficiente neanche secondo il Governatore Enrico Rossi che ha fatto però buon viso a cattivo gioco, per non penalizzare le attività economiche. Rossi non ha mai nascosto i propri timori per i dati epidemiologi, in calo ma non azzerati. Per questo nell’ordinanza si specifica che “viene pertanto confermata la distanza interpersonale minima di almeno un metro, salvo che per lo svolgimento delle attività sportive, raccomandando tuttavia per una migliore tutela della salute propria e della collettività, in presenza di più persone, di adottare un distanziamento interpersonale di almeno 1,80 m”. Rossi ha mantenuto un principio di prudenza anche per le seconde case. Fino al 3 giugno, data in cui saranno riaperti confini fra le regioni, il rientro in Toscana presso il proprio domicilio, abitazione, residenza è consentito solo per coloro che hanno in Toscana anche il proprio medico o pediatra di famiglia. In pratica per le prossime due settimane le seconde case saranno aperte solo per i residenti del Granducato. A proposito di spostamenti l’ordinanza risolve anche il problema dei residenti nei comuni di confine tra regioni. L’articolo 23 dispone, infatti, che a decorrere dal 18 maggio, “previa comunicazione congiunta da parte dei sindaci dei Comuni tra loro confinanti ai Prefetti competenti”, è ammesso lo spostamento anche al di fuori della Regione Toscana, nei limiti del comune confinante, da parte di coloro che abitano in comuni collocati a confine tra Toscana e altre regioni.“