GIUSTIZIA NEL CAOS, QUESTIONE TRA TOSCANI

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Le mozioni di sfiducia al guardasigilli Bonafede ed il ruolo centrale giocato da italia viva agli occhi del grande pubblico nazionale possono sembrare un capitoletto nel grande romanzo della politica ma dietro c’è molto di più, un rapporto quello tra il ministro della giustizia ed Matteo Renzi che viene da lontano, nato a firenze, città natale per uno e di adozione per l’altro, città che entrambi hanno provato a governare con fortune diverse, Renzi nel 2009 ne fece il suo trampolino, Bonafede come candidato sindaco prese un poco lusinghiero 1,8%.
Ma la battaglia sulla giustizia tra toscani non si ferma qui perchè a condurre le trattative con il premier conte è stata l’ex ministro Maria Elena Boschi tornata a palazzo Chigi con una lunga serie di richieste per il futuro dell’esecutivo che prevede il rimpasto ma anche una legge sbloccacantieri ed un tavolo sulla giustizia serio per una riforma del settore adesso che un altro renziano della primissima ora è tornato nella bufera, il figlinese David Ermini, vicepresidente del consiglio superiore della magistratura intercettato nel caso palamara, l’ex pm indagato per corruzione.