BIMBA UCCISA, PADRE ANCORA IN SILENZIO

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E’ durato pochissimi minuti l’interrogatorio di garanzia a distanza, in videoconferenza, per Bilal Napia, il 39enne bengalese che lo scorso 21 aprile a Levane, nel Valdarno aretino, ha aggredito e ucciso a coltellate la figlioletta di tre anni e mezzo. L’uomo, ancora ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale delle Oblate di Firenze, continua infatti a mostrare segni di alterazione e a non parlare. Così, l’interrogatorio si è concluso rapidamente, il tempo di manifestare al giudice per le indagini preliminari l’intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Lo stesso era accaduto il 24 aprile scorso, quando si tenne l’udienza di convalida dell’arresto. Il 39enne è rimasto in silenzio ed è apparso poco lucido. Uno stato di salute che ha portato il Pm della Procura di Arezzo a richiedere una perizia psichiatrica in incidente probatorio: l’incarico sarà affidato nell’udienza fissata per il prossimo 10 giugno. Nella stessa occasione verrà conferito incarico anche ad uno psicoterapeuta per ascoltare il figlio del bengalese, ferito dal padre il giorno del raptus omicida. La testimonianza del ragazzo su quanto accaduto sarà raccolta e avrà valore di prova.
Dopo aver tentato il suicidio, gettandosi in un pozzo che si trova nel giardino dell’abitazione, e dopo essere stato salvato dai soccorritori, il 39enne, una volta arrestato, si è trincerato nel silenzio; inoltre, nella prima notte in carcere a Sollicciano ha dato in escandescenze ed è stato subito ricoverato nell’ospedale fiorentino dove ancora si trova.