IL DNA LO INCHIODA MA L’ITALIA NON LO CONSEGNA

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Il suo DNA cambacerebbe con quello ritrovato dalla Polizia Tedesca in una villa della Baviera dove il 6 settembre 2008 sarebbe avvenuto un grosso furto, ma lui in quel giorno non era in Germania. Al centro di questa incredibile vicenda un 42enne fiorentino, calciante di Parte Rossa. A far venire a galla la vicenda è stata la Polfer che, dopo avergli chiesto i documenti durante un controllo di routine alla stazione di Santa Maria Novella, ha inserito i suoi dati nel database e gli ha comunicato che su di lui pende un mandato d’arresto europeo per un reato commesso più di dieci anni fa in Germania, vicino a Monaco di Baviera. Su di lui pesa una richiesta d’estradizione congelata dalla Corte Europea. Anche i giudici toscani infatti, intendono vederci chiaro, su questo caso che sta diventando un intrigo internazionale, prima di consegnare il fiorentino alle autorità tedesche. “E’ un mistero come dalla Germania possano accusarlo ingiustamente” dice l’avvocato Nicola Muncibì che entro i prossimi settanta giorni attende, come la Corte d’Appello, ulteriori carte per dipanare la matassa. Il mio assistito è stato in Germania, “una volta all’Oktoberfest, ma nel 2014. “Se il mio assistito espatriasse verso un qualsiasi Stato estero, verrebbe arrestato – ricorda l’avvocato Muncibì – . Per questo è importante che venga chiarita la questione. Perché lui, nel 2008 in Germania, non c’era”.