IL TRAM AL DUOMO RIACCENDE LE POLEMICHE

6

Quella del tram al duomo è una storia tutta fiorentina, quelle novelle dello stento che da sempre accompagnano le grandi opere cittadine. L’aeroporto, l’alta velocità lo stadio, la tramvia, capitoli dei libri di storia e al tempo stesso pagine dei quotidiani, cronaca di un infinito gioco dell’oca dove dopo milioni di parole, tavoli di incontri, passi avanti e ultimatum, ci si ritrova sempre al punto di partenza.
E così mentre il dibattito era concentrato sul recupero del franchi o sul nuovo stadio a Campi Nardella riavvicina il tram a santa maria del fiore buttando all’aria l’idea del passaggio sotterraneo tipo metropolitana ventilata qualche anno fa, ma creando un nuovo capolinea alla fine di via cavour, davanti a palazzo Medici Riccardi. Neanche il tempo di concludere la presentazione nel blindatissimo salone dei 500 che si solleva il polverone delle polemiche per la difficoltà a far passare i convogli in quel tratto, per i rischi per le opere d’arte, per la lunghezza dei cantieri. Italiaco costume, anche dopo la pandemia.