BAGARRE SULLE RIAPERTURE

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Riaprire sì ma adagio, la toscana prosegue sulla linea della prudenza anche per lo scambio tra regioni, una delle ultime tasselle che il governo deve ancora posizionare nel puzzle della fase 2.
L’arrivo, soprattutto in Versilia o all’Elba, di centinaia, se non migliaia, di proprietari di seconde case dal nord spaventa, e non poco.
”Il rischio di una seconda ondata c’è e tutto dipenderà dai nostri comportamenti – dice il professor Francesco Menichetti, direttore di malattie infettive nell’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa. «La calata degli Unni — dice — potrebbe risultare problematica in termini di diffusione del contagio».
Il futuro non è un terno al lotto è il risultato della correttezza delle nostre scelte, come collettività. È necessario capire che questa Fase 2 non è Post-Covid, il Covid c’è, è sempre tra noi e se facciamo finta del contrario rischiamo di ricadere nel baratro. Ognuno di noi deve continuare a comportarsi come se fosse un positivo asintomatico».
Non posso essere contento del fatto che si mettano sullo stesso piano regioni che hanno una diversa intensità di contagio. In Italia è come se ci fossero epidemie diverse, indipendenti tra di loro. Non credo si possa ripartire tutti assieme. Tanto più che in vista dell’estate, c’è un gradiente Nord-Sud, con i tanti che scenderanno l’Italia per andare al mare, su cui bisogna vigilare attentamente».
Molti dicono che il lombardo che viene nella seconda casa a Forte dei Marmi sia importante per la nostra economia. Ma non è a costo zero. Qui non c’è una contrapposizione tra lo scienziato e il bottegaio, col primo che non capisce le ragioni del secondo. Io dico semmai di fare le cose con prudenza. Siamo sicuri che una calata degli Unni troppo affrettata sia davvero positiva per l’economia e che non provochi il risultato opposto? si chiede il professore