RIAPERTURE REGIONI, NON PASSA LA LINEA DI ROSSI

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Il Governo tira dritto verso la riapertura dei confini di tutte le regioni italiane dal prossimo 3 giugno, sconfiggendo così il fronte dei tanti governatori, tra cui Enrico Rossi, che chiedevano di aspettare almeno un’altra settimana prima del via libera.
“Attendere e arrivare anche in Lombardia a numero di contagi molto ridotto, darebbe sicurezza a tutta l’Italia e forse si potrebbe riaprire con maggiore tranquillità”, “sarebbe un ragionamento di semplice buon senso” dal momento che i dati sui contagi “non sono ancora assestati” e la Lombardia mantiene ancora un “impatto pesante” aveva affermato il presidente della Toscana, prima di arrendersi di fronte alle dichiarazioni del ministro della sanità Roberto Speranza. “Un rischio lo stiamo assumendo poichè il rischio zero ora non esiste ma ci arriveremo solo quando ci sarà il vaccino – ha spiegato il titolare del dicastero della sanità, aggiungendo che per “il rischio zero avremmo dovuto conservare un lockdown assoluto per mesi ma il Paese non avrebbe retto”.
La linea del governo Conte è stata ribadita anche dalle parole del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, secondo cui “è corretto riaprire tutte le Regioni ma con il giusto monitoraggio”.

Dunque, libera circolazione in tutta Italia nel giorno annunciato, mercoledì 3 giugno, con i tanti toscani attendisti, soprattutto i sindaci dei comuni della costa, guidati dal governatore Rossi, costretti alla resa.
Più o meno quanto accaduto lo scorso 18 maggio in occasione delle riaperture dei negozi ancora fermi. Anche in quel caso, la strategia della Regione (ripartenze scaglionate in più giorni), non passò.