MAXI FRODE SUI CARBURANTI, 12 ARRESTI

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Carburanti venduti dopo essere stati “tagliati” con oli anche fino al 50 per cento. Un affare che in piena emergenza Coronavirus sarebbe diventato ancor più fiorente, sfruttando i prezzi concorrenziali del prodotto commercializzato e la libera circolazione dei beni di prima necessità, tra i quali rientravano pure benzina e diesel.
12 le persone arrestate dalla Guardia di Finanza nell’operazione “Petroloro”, coordinata dalla Procura di Pisa, che ha smantellato quella che all’esito delle indagini è risultata essere un’associazione a delinquere dedita al traffico di carburanti per autotrazione contraffatti, immessi sul mercato con un’ evasione di accisa pari a 6 milioni e mezzo di euro. Contestualmente, sono finite sotto sequestro tre società, 20 conti correnti ed oltre cento mezzi tra auto, rimorchi, cisterne adibite al trasporto di carburanti e moto, per un valore complessivo di circa 14 milioni di euro.

Il carburante contraffatto veniva stoccato in un deposito commerciale nel pisano e, successivamente, in altri impianti simili dislocati nelle province di Verona e Mantova. Mentre per la commercializzazione delle benzine miscelate con olio e sottratte all’imposta, sarebbero state utilizzate diverse società “cartiere”, attraverso le quali la vendita veniva fatturata.