AIUTI ALLE COMPAGNIE LOW COST

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Quando il governo temporeggiava per riaprire le aziende si aveva fretta, quando roma accelerava per riaprire i negozi in toscana si voleva aspettare, lo stesso quando è stato deciso di riaprire i confini tra le regioni, e poi la distanza di sicurezza che in tutta italia era di un metro mentre da noi per molto tempo è stata di un metro e 80. E si potrebbe andare avanti a lungo. La toscana ha mostrato tutta la sua indole anticonformista durante questo periodo di emergenza venendo spesso sconfessata dal governo nazionale ed ora che la fase 3 ha preso il via, con altre regioni che predispongono moduli e cavilli per provare ad arginare l’arrivo di turisti dalle zone a maggior rischio, qui si guarda già alla riapertura delle frontiere puntando a rendere la toscana più attrattiva in particolare per le compagnie aeree low cost, con cui vola la maggior parte degli stranieri, per farle atterrare principalmente a Pisa» e poi «allargando il diritto all’assistenza sanitaria a tutti coloro che verranno per le vacanze in Toscana», anche ai cittadini extra Ue.
«Stiamo lavorando a un provvedimento – dice il governatore rossi – che punta sulla promozione turistica di una regione pulita, grande, sicura, colma di bellezze artistiche e naturali, vorremmo far sapere a chi pensa di farci le vacanze che se si ammalasse verrebbe curato alle condizioni del servizio sanitario pubblico».«Vorremmo mettere in campo un investimento attingendo ai fondi europei per supportare Ryanair e fare in modo che atterri molto su Pisa. Ancora non sappiamo quanto, ma non saranno certo poche risorse», dice Rossi. Una strada sono i contributi per garantire alla compagnia irlandese gli slot al Galilei. Ma gli aiuti potrebbero anche tradursi in sconti sulle tasse. Proprio contro le discriminazioni nell’ok alle sovvenzioni che «drogano» il mercato ha tuonato Michael O’Leary. Il patron di Ryanair – ha dichiarato a Euronews – si accontenterebbe di «riduzioni su tasse comunali e diritti aeroportuali».
  «Io non posso fermare nessuno – dice Rossi – anche perché 24 ore dopo una ordinanza contro l’arrivo dei lombardi nelle seconde case verrebbe impugnata al Tar e annullata. Tocca al governo assumersi la responsabilità di riaprire senza gradualità».