UN ANNO DI ROCCO COMMISSO IN VIOLA

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Era il 6 giugno 2019 quando il magnate statunitense di origini italiane Rocco Commisso, patron del colosso Mediacom, diventava ufficialmente presidente della Fiorentina, ereditando dalla famiglia Della Valle una società che aveva chiuso il campionato 2018/2019 con una salvezza all’ultima giornata e che ormai aveva azzerato i rapporti con la tifoseria viola.
L’avventura toscana di Commisso era iniziata in silenzio, con l’atterraggio ad inizio giugno all’aeroporto di Linate. Nella valigia una cravatta viola, esibita con orgoglio quattro giorni dopo, al momento dell’ufficialità del suo arrivo alla guida della Fiorentina. Il presidente, durant il suo primo anno di gestione ha trattenuto Chiesa ed è riuscito a far vestire al fuoriclasse francese ex Bayern Franck Ribery la maglia gigliata numero 7. Nel giorno della sua presentazione, ha scelto di farsi benedire in campo da Don Massimiliano, padre spirituale della Fiorentina. I tifosi hanno ricambiato con 24mila abbonamenti, cifra che a Firenze non si toccava da decenni. In un anno alla guida del club, ha visto la sua squadra vincere a San Siro contro il Milan, sfiorare la zona Champions League e passare per l’esonero di Vincenzo Montella prima di Natale, dopo il ko interno per 4-1 contro la Roma al Franchi. Commisso ha fatto sentire la sua voce anche nel sociale, sostenendo l’ospedale pediatrico Meyer e lanciando una raccolta fondi per combattere l’emergenza coronavirus.
La sua Fiorentina ha già investito più di 300 milioni di euro al al suon di “fast, fast, fast”, il motto preferito di Commisso che adesso punta tutte le sue grandi ambizioni sul nuovo stadio, priorità assoluta per competere a livello tecnico ed economico con i grandi club del calcio italiano.