TRE MESI ALL’ELECTION DAY

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Elezioni rimandate a Settembre ma in un’unica data, quella del 20 quando si apriranno le urne per le consultazioni regionali, a anche per il referendum sul taglio dei parlamentari, il tutto accorpato in un solo giorno, un passaggio che a livello nazionale come evidenziano alcuni notisti politici blinda di fatto la legislatura fino al 2023 visto che dopo la sforbiciata al parlamento ci vorrà del tempo per ridisegnare le circoscrizioni elettorali, poi ci sarà il semestre bianco per la fine del mandato di Mattarella, la votazione del nuovo presidente della Repubblca eed eccoci dunque arrivati alla scadenza naturale della legislatura.
In toscana invece il mandato di rossi doveva già essere terminato ma si è andati ai supplementari per l’emergenza coronavirus. Il governatore ormai non parla più ai toscani ma la sua attività è concentrata sul livello nazionale, i suoi interventi riguardano solo macrotemi, mentre si accende la bagarre per la sua successione con il candidato del cetrosinistra Giani alle prese con una variegata alleanza che dura fatica a stare insieme soprattutto su temi delicati come ad esempio la gestione dei rifiuti.
L’uscita del presidente del consiglio regionale della scorsa settimana sui carri armati per fare l’inceneritore se non si farà la bioraffineria di stagno non è andata giù alla sinistra che è partita all’attacco lancia in resta. Lo stesso Giani ha dunque convocato tutti per giovedi in videoconferenza, un modo per provare a richiedere la stalla prima che tutti i buoi siano scappati.
A destra invece regna ancora il caos nel domino delle candidature in cui è inserita la toscana. Susanna Ceccardi traballa ancora ed ogni partito avanza le proprie richieste, come ha confermato Donzelli a primo piano.