TRUFFA MASCHERINE, PARTONO GLI ESPOSTI

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Il commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri ha presentato un esposto alla guardia di finanza e indirizzato alla procura di Prato contro la grande truffa delle mascherine. L’esposto-denuncia è stato trasmesso a firma del commissario che ha voluto così prendere le distanze da quel meccanismo illegale che aveva ottenuto la commessa milionaria per rifornire la protezione civile nazionale di mascherine – destinate soprattutto agli ospedali di mezza Italia – fino alla fine di ottobre. L’inchiesta del Nucleo di polizia economico finanziaria di Prato, diretto dal comandante Maurizio Innocente, ha però svelato un retroscena ben diverso da quello che ci sarebbe immaginato. Le mascherine modello “Toscana” in realtà sarebbero state realizzate risparmiando sui materiali – “Metto un velo di bianco in mezzo a due blu così non si vede e si guadagna il 30% in più”, dicevano gli indagati intercettati al telefono – tanto da non garantire il filtraggio al 98% come stabilito da contratto. Pronto ad adire a via legali anche la Regione. «La Regione Toscana si sta costituendo parte civile contro chi ha ordito la frode nella produzione delle mascherine destinate ai cittadini toscani – ha detto la consigliera regionale Ilaria Bugetti -.” Nel frattempo le mascherine distribuite prima del sequestro della finanza, circa sei milioni, sono state ritirate dagli ospedale e dalla strutture dove sono state consegnate. Giovedì la finanza ha sequestrato il lotto che sarebbestato consegnato alla protezione civile venerdì.