”IL NONNISMO ERA OVUNQUE”

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“Come sostenera qualcuno quando la politica entra dalla porta della giustizia, la giustizia esce dalla finestra”. Se l’aspettava, almeno così dice Enrico Celentano, ex comandante della Folgore ed uno dei 5 indagati per la morte di Emanuele Scieri avvenuta nella caserma Gamerra di Pisa ormai 21 anni fa. Dalla sua casa di Casole D’Elsa, dove si è “ritirato” dopo la pensione, lancia l’ipotesi della questione politica a fronte di accuse pesanti: favoreggiamento e false informazioni al pm. Di Celentano alla Gamerra, all’epoca, era famoso il suo “Zibaldone” inviato ai suoi ufficiali, nove mesi prima della tragedia: una raccolta di scritti, barzellette sulla vita militare e atti di nonnismo e antimeridionalisti. Ma lui pare non scomporsi: “E’ tutto un bluff – ha aggiunto -. C’è sempre stata un’avversione verso la gente che ho comandato, Adesso dovranno dire quali sono questi episodi di favoreggiamento. Io non ho mai detto qualcosa che non fosse provata”. E invece chi lo accusa conte varie dichiarazione rese negli anni dall’ex comandante, anche nel primo processo. Si indaga acnhe sui suoi spostamenti nelle ore successive alla targedia, quando ancora non era stato trovato il corpo della giovane recluta appena arrivata a Pisa dalla Sicilia. “Lo zibaldone non c’entra nulla con questa storia – ha concluso l’autore di una sorta di summa del nonnismo da ben 120 pagine -. Descrive solo quallo che c’è sempre stato non solo nelle caserme, nonnismo compreso. Si scopre l’acqua calda solo per far passare un certo punto di vista”