IL CASO ROSSI SPACCA IL PD

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Parte in contropiede il governatore della toscana enrico rossi dopo l’0annuncio dell’indagine nei suoi confronti per turbativa d’asta nella maxi gara d’appalto sul trasporto pubblico locale è lui stesso a dire di essere pronto a presentare un esposto contro il consorzio perdente, mobit, per non avere messo a disposizione dei vincitori, i francesi di ratp sotto le insegne di autolinee toscane, depositi e officine dei bus attualmente utilizzati, come stabilito dal bando.
La vicenda giudiziaria farà il suo corso come del resto sta facendo ormai da più di 5 anni tra ricorsi e controricorsi un pò a tutti i tribunali, ma politicamente la questione rischia di minare la nascente campagna elettorakle del centrosinistra ed in particolare di spaccare lo stesso pd.
Non è un caso se tra i mille commenti alla notizia non c’è stato quello della segretaria regionale del partito simona bonafè che ha mandato in avanscoperta il suo vice valerio fabiani, la gara unica regionale infatti non è mai piaciuta ad un nutrito gruppo di sindaci e rappresentanti del territorio, a cominciare dal primo cittadino di prato matteo biffoni, che a caldo ha ribadito la sua richiesta di bloccare tutto, a prescindere dall’inchiesta, spaventato da ciò che potrebbe accadere nella sua città con un gestore centralizzato.
Tra gli scettici anche il canddato governatore della stessa coalizione eugenio giani che non più tardi di lunedì scorso teorizzava la necessità di un controllo ferreo sui francesi per evitare proprio che alcune zone della toscana rimanessero indietro