BIMBA ANNEGATA IN PISCINA, 4 INDAGATI

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Quattro indagati per la morte di Harmony Lawrence, la bambina nigeriana di tre anni annegata venerdì scorso sul fondo di una piscina di una casa colonica a Riparbella, in provincia di Pisa, vicino a un gruppo di appartamenti trasformato in un centro di prima accoglienza per i rifugiati, dove la piccola viveva con i familiari. Al centro dell’inchiesta figurano i nomi dei genitori della piccola, oltre a quelli della proprietaria dell’immobile e del legale rappresentante dell’associazione che attraverso la onlus ha affittato l’abitazione dove abitava la bimba assieme al padre e alla madre. Per tutti l’accusa è omicidio colposo. Un atto dovuto da parte del sostituto procuratore di Livorno, che martedì mattina ha incaricato il medico legale per l’autopsia sul corpo della bambina, effettuata nel pomeriggio.

La tragedia si è consumata in una villetta vicino al gruppo di case dove abitava la piccola Harmony. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, la bimba si sarebbe allontanata da casa per giocare in giardino, come faceva spesso. Era in compagnia di un amichetto, quando avrebbe raggiunto la piscina dove è stata trovata morta sul fondo. La vasca è protetta da una recinzione, che probabilmente lei avrebbe aggirato passando da un cancellino. Poi, per circostanze che devono essere ancora chiarite, è finita in acqua. Non è chiaro se scivolando oppure tuffandosi volontariamente.

Inutile, purtroppo, l’intervento dei soccorritori. La piccola Harmony sarebbe rimasta sott’acqua per almeno 40 minuti