FORTETO, CASSAZIONE: “DA FIESOLI NESSUN RAVVEDIMENTO”

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“La gravità degli abusi e maltrattamenti da lui commessi non rende Rodolfo Fiesoli meritevole di attenuanti o sconti di pena”. E’ quanto scritto dalla Cassazione nel verdetto di 48 pagine che motivano la condanna a 14 anni e 10 mesi inflitta al fondatore della Comunità Il Forteto di Vicchio nell’appello bis dalla Corte di Firenze.
La Corte Suprema, inoltre, sottolinea che Fiesoli non ha mostrato “nessun ravvedimento per quanto compiuto dalla fine degli anni Settanta al 2010 ai danni di ragazzini e adolescenti in condizioni di disagio a lui affidati nella struttura della quale era il “capo spirituale.
L’entità della pena – spiegano i giudici – resta per la “lunga durata dei maltrattamenti e della pluralità delle condotte illecite di soggezione psicologica e morale perpetrate con metodi umilianti da Fiesoli che, per la sua posizione di ‘capo spirituale’ della comunità, ha dettato le regole comportamentali inducendo gli altri membri adulti” a seguirlo “nella consumazione di tali delitti”.
Il 78enne sta scontando la sua condanna definitiva nel carcere di Padova.