LO STESSO FOLLE GESTO, 25 ANNI DOPO

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L’aveva già fatto. Esattamente 25 anni fa. Era il 21 giugno 1995 e Giovanni Paolucci Sabbioni, il dipendente del comune di Arezzo che lunedì mattina ha accoltellato al collo il suo superiore, ferì allo stesso modo il suo capo di allora. Stavolta il suo ennesimo scatto di follia si è rivolto su Mario Mastrantone, geometra dell’ufficio manutenzione del comune, nell’ex gasometro di Via Tagliamento. Nel 95, nello stesso luogo, la vittima fu un tecnico 48enne, ora in pensione. Un delitto fallito per quale Giovanni Polucci Sabbioni, giudicato incapace di intendere e di volere, aveva scontato anni di manicomio giudiziario, a Montelupo, con l’accusa di tentato omicidio. La stessa, con l’aggravante della premeditazione, con cui la procura di Arezzo ha fatto scattare il fermo per il 59enne, che una volta costituitosi in una caserma dei carabinieri, non ha detto nulla sui motivi che l’hanno spinto al nuovo agguato a un collega. Ora si trova in carcere ad Arezzo, ma gli interrogativi si moltiplicano. Come è possibile che con un precedente del genere e altri episodi di violenza incontrollata (tra i quali anche il ferimento di un barista con un cacciavite), l’uomo abbia superato la visita di idoneità al servizio appena lo scorso marzo?
Intanto il ferito, ricoverato all’ospedale di Arezzo, ha avuto un prognosi di 20 giorni. Paolucci l’ha aggredito alle spalle dopo avergli chiesto di stampargli la busta paga. D’istinto ha alzato una mano per proteggersi e ha deviato il colpo quel tanto che è bastato a far si che la lama non centrasse la giugulare.