LA PELLE DELL’ASSASSINO SOTTO LE UNGHIE DI DOLFI

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La pelle dell’assassino sotto le unghie di Fulvio Dolfi. Ha provato a difendersi con la forza della disperazione il 62enne pregiudicato massacrato a coltellate nel suo appartamento di via Rocca Tedalda, sigillato da giovedi, giorno del ritrovamento del corpo straziato. La scientifica ha rilevato materiale organico sul corpo di Dolfi e sotto le unghie. Probabile a questo punto l’estrazione del DNA. I fendenti sarebbero stati vibrati con un solo coltellto e con una sola mano. E’ questa l’ipotesi che sarebbe emersa dall’autopsia effettuata sul corpo di Dolfi dal medico legale Rossella Grifoni. L’esame stabilirà con esattezza anche il giorno del decesso che, secondo quanto emerso dopo una prima ricognizione esterna,, potrebbe essere avvenuta 3/4 giorni prima del ritrovamento. Intanto gli inquirenti stanno continuando a sentire testimoni, perlopiù conoscenti. Secondo le testimonianze dei figli – Dolfi era padre di quattro, nessuno viveva con lui – la vittima domenica scorsa era ancora vivo. Al vaglio anche la vita personale del 62enne, ma non trascurano il contesto esterno. Il quartiere dove c’è stato l’omicidio ha una storia lunga e consolidata di ‘piazza’ di spaccio e traffico di stupefacenti, benché rispetto ad altre aree di Firenze siano più ridotte, almeno di recente, le segnalazioni di fatti di cronaca nera. La stessa vittima aveva precedenti specifici.