OMICIDIO DOLFI, PERIZIA SUI CELLULARI

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i due cellulari della vittima da passare al setaccio e due ipotesi sulla dinamica. le indagini sull’assassinio di filvio dolfi, il 62enne trovato cadavere nel suo appartamento giovedì scorso in via rocca tedalda, proseguono seguendo questi filoni e aspettando possibili indicazioni decisive delle probabili tracce biologicche dell’omicida scoperte nel corso dell’autopsia.
sui due cellulari di dolfi è stata disposta una perizia. tra le utlime chiamate e gli ultimi messaggi spediti o in arrivo potrebbero celare anche una conversazione con l’assassino nel caso in cui i due si conoscessero. sulla porta di dolfi non c’erano segni d’effrazione e dunque la vittima deve aver aperto la porta al suo carnefice. a quel punto cos’è accaduto: una lite è degenerata o si è trattato di un gesto premeditato. la violenza di quei momenti, ricostruita dalle tracce di sangue trovate in tutta la casa e dai segni di lotta non aiuta a capire. proprio nella lotta, durante la quale dolfi è stato raggiunto da numerose coltellate al torace, il 62enne ha graffiato l’assassino portandogli via della pelle che i medici incaricati dell’autopsia hanno scoperto sotto le unghie. dal quel materiale organico verrà adesso estratto il dna, un dato da incrociare magari con i nomi che emergeranno dal traffico dei due telefoni.