FRENATA DI 11 SECONDI E POI LA TRAGEDIA

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A quasi tre anni di distanza da quella drammatica notte del 9 settembre 2017 che si portò via per sempre Sara Scimmi, 19 anni, travolta da un mezzo pesante alle 3 del mattino a Castelfioretino, in un’aula i tribunale siamo ancora a accia delka verità.
Nel processo per omicidio stradale è imputato un autotrasportatore 50enne di Santa Maria a Monte che con il suo tir passò di sopra alla ragazza mentre difficile è ricostruire la dinamica sul perchè lei si trovasse in mezzo alla strada, come ci fosse arrivata e perchè.
Non c’è un’immagine dell’investimento. I filmati hanno però consegnato al processo undici secondi di frenata (è quanto dura, secondo gli investigatori, l’intensità dei fanali posteriori, in modalità ’stop’) del mezzo pesante guidato da Morelli in prossimità del corpo della ragazza. Sull’asfalto, dicono ancora i rilievi, ci sono i segni delle grosse gomme che sterzano, “come per evitare un ostacolo”, invadono la corsia opposta (dove non transitava nessuno) e poi rientrano nella propria. Il camionista è stato poi riconosciuto grazie ad altre immagini, quelle di un casello autostradale. 
Nello stesso ’frame’ – alle 3.22 e 46 secondi, anche se l’orario della telecamera del distributore va circa un minuto indietro rispetto all’ora reale – passano anche dei ragazzi a margine della strada, che probabilmente avevano passato la serata nella vicina discoteca, quella in cui era stata anche Sara. Il 17 settembre, un’altra udienza. Ancora ’tecnici’ ma presto cominceranno anche le testimonianze di chi quella notte è passato di lì.