ANCORA 41 ECOBALLE NEL MARE TOSCANO

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Le 65 tonnellate di ecoballe finite nelle acque del Golfo di Follonica cinque anni fa sono formate dallo scarto della separazione della plastica dai rifiuti, composte nell’impianto grossetano delle Strillaie. Nel 2015 Sei Toscana, gestore del servizio di smaltimento, aveva un accordo con due impianti in Bulgaria ai quali venivano vendute come combustibile. Fu proprio durante il primo viaggio in nave verso l’Est Europa che avvenne il disastro ambientale. Il cargo Ivy partì il 23 luglio da Piombino con oltre 1.800 balle di rifiuti di plastica da incenerire. Già poco dopo l’uscita dal porto la nave perse assetto e il comandante disperse in mare parte del carico: 56 ecoballe a 7 miglia dalla costa, davanti all’isolotto di Cerboli.

Il comandante però non avvertì l’autorità marittima del fatto e arrivò destinazione. Gli acquirenti si resero subito conto che mancavano all’appello 56 ecoballe, circa 63 tonnellate di plastica. La comunicazione ufficiale dalla Bulgaria alla Procura di Grosseto, che aprì un’inchiesta, arrivò soltanto il 3 settembre, quando già un paio di ecoballe si erano spiaggiate costa maremmana. Nel corso degli ultimi cinque anni alcune ecoballe sono state recuperate dai pescherecci, ma al momento nel mare toscano ce ne sono ancora 41, equivalenti a circa 55 tonnellate di rifiuti.