VECCHIE RUGGINI DIETRO IL DELITTO DI VIA TEDALDA

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si è chiuso nel silenzio Bernardino Lai, il 74enne originario della provincia di cagliari accusato di aver ucciso fulvio dolfi in via rocca tedalda a firenze. i due erano vicini. lai era venuto ad abitare nelle case minime nel 2015. il suo appartamento è al primo piano, proprio sotto a quello di dolfi. gli altri condomini raccontano che i rapporti tra i due erano tesi. lai accusava Dolfi di disturbarlo e di fargli dispetti. il lockdown potrebbe inoltre aver aggravato le tensioni. lai però per il momento non dice niente. non ha parlato da quando i poliziotti fiorentini l’hanno arrestato, al rientro dalla sardegna, dov’era andato con la scusa di trovare i parenti. in reltà dopo l’omicidio, avvenuto con tutta probabilità tra il 12 e il 13 luglio, ha provato a sparire per un po’. quando il 16 luglio il cadavere di dolfi è stato scoperto su segnalazione di altri vicini insospettiti dall’abbaiare dei cani davanti alla porta dell’ex calciante 62enne, Lai era l’unico condomino assente. ma questo non ha fatto che aumentare i sospetti. una prima conferma è arrivata subito. si è scoperto che il 74enne due giorni prima era stato in ospedale a farsi medicare un taglio alla mano. poi, la certezza definitiva, il sangue trovato sulla scena del delitto, oltre a quello di dolfi, era il suo. un giallo risolto insomma, del quale resta solo da chiarire il movente: se oltre alle vecchie ruggini tra vicini, non ci sia stato qualcos’altro che ha scatenato l’aggressione, in piena notte, a colpi di coltello