AIUTI PER IL POPOLO DI BEIRUT

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“Ho garantito il massimo impegno della città di Firenze attraverso la protezione civile per aiutare il popolo di Beirut”. Lo ha affermato il sindaco del capoluogo toscano Dario Nardella, spiegando di aver parlato con il console libanese Charbel Chbeir per trasmettergli le condoglianze dei fiorentini. “Mi ha riferito che la situazione è drammatica e la capitale è praticamente distrutta – ha aggiunto il primo cittadino – C’è bisogno di tutto: aiuti sanitari, cibo, macchine e squadre per la rimozione di macerie”.
“La vicesindaca Cristina Giachi – ha sottolineato Nardella – coordina gli interventi in collegamento con le autorità nazionali. Ho anche inviato un messaggio al sindaco di Beirut Jamal Itani. Noi ci siamo. Ora più che mai dobbiamo dimostrare questa amicizia ai nostri fratelli libanesi che stanno vivendo nell’inferno”.

Le due devastanti esplosioni di nitrato d’ammonio che si sono verificate nel porto della capitale libanese hanno provocato oltre cento morti e migliaia di feriti. “E’ stato come un terremoto – ha commentato, intervistata da La Nazione Myriam Tomè, 30 anni, architetto libanese che vive a Firenze – Abbiamo sentito tremare tutto anche se eravamo a 7 km dall’esplosione. Adesso siamo fuggiti in una casa che abbiamo sulle montagne intorno a Beirut”. A parlare è . L’architetto si trova a Beirut per le vacanze estive in famiglia durante queste settimane. E nella giornata di martedì ha vissuto in prima persona il dramma dell’esplosione.