SANTUARIO DEI CETACEI MINACCIATO DALLA PLASTICA

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L’impatto delle attività umane sugli animali che abitano il Santuario dei Cetacei è devastante tra esemplari con pinne amputate, elevato traffico marittimo e plastica in mare.
E’ la denuncia di Greenpeace Italia che ha concluso la spedizione “Difendiamo il mare” monitorando i cetacei tra Liguria, nord della Corsica e Isola d’Elba. La ricognizione era partita il 16 luglio da Porto Santo Stefano. Durante il monitoraggio sono stati 10 gli avvistamenti di stenelle, piccoli delfini pelagici, e 3 quelli di tursiopi, delfini con abitudine più costiere. Di particolare interesse scientifico – secondo l’associazione ambientalista – l’avvistamento di grampi, specie per la quale si era osservato un drammatico declino negli ultimi 6 anni. Per Greenpeace il monitoraggio conferma che la pressione dell’uomo su balene e delfini è altissima (uno su quattro dei cetacei spiaggiati lungo le coste italiane muore per cause imputabili all’uomo).
L’area del Santuario si conferma tuttavia ancora di valore unico per i cetacei del Mediterraneo, per questo – secondo Greenpeace – è fondamentale che abbiano successo le operazioni, appena iniziate, di recupero delle 40 ecoballe che si trovano sul fondale del golfo di Follonica, attorno all’isolotto di Cerboli. blocchi di grosse dimensioni, circa un metro cubo, di rifiuti solidi urbani trattati perché diventare combustibile solido secondario