STOP ALLE DANZE, DISCOTECHE IN RIVOLTA

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Stop alle discoteche. Anche le 35 discoteche fiorentine non portranno riaprire i battenti fino al 7 settembre a causa dell’arresto imposto dal Governo per contenere l’impennata dei contagi da coronavirus. Concorde col governo il sindaco Dario Nardella che ritiene giusta l’ordinanza del ministro Speranza, commentando che solo lo Stato poteva intervenire su una situazione del genere. Decisamente preoccupati invece i titolari e i gestori dei locali che si stanno preparando a un ricorso collettivo. Per il Silb (Sindacato dei locali da ballo) Confcommercio Firenze sono a rischio 2mila posti di lavoro in provincia di Firenze e 8mila in Toscana. “Ci stiamo preparando a una class action per chiedere i risarcimenti per gli investimenti fatti, ma soprattutto per migliaia di dipendenti e le loro famiglie sul lastrico”, sottolinea il presidente Silb Riccardo Tarantoli. Dal 13 giugno, data in cui la Regione ha autorizzato l’apertura dei locali da ballo, solo il 30% ha ripreso l’attività. “Il 70%, aggiunge Tarantoli, non lavora da febbraio. Non possono considerare noi i responsabili dell’aumento dei casi che in realtà sono tutti dovuti a persone che tornano o vengono dall’estero”. La stretta impone anche l’obbligo delle mascherine dalle 18 alle 6 del mattino negli spazi di aggregazione all’aperto. “A risentirne non saranno solo le discoteche, sottolinea Fabio Crescioli, titolare del Lions e presidente dei locali di Confesercenti Firenze, ma anche i pub e gli altri esercizi legati al mondo della notte”. Anche uno dei gestore dello Yab (chiuso da Febbraio), Niccolò Armaroli, ritiene assurda una decisione del genere, aggiungendo che sarebbe bastato fare in modo che tutti rispettassero le regole e potenziando i controlli su chi arriva da fuori.