ECOBALLE, UN ALTRO MESE DI RICERCHE

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Proseguono le ricerche in mare delle ecoballe disperse nel golfo di Follonica ormai da cinque anni, con la Marina che ha messo in campo navi specializzate e sub. In teoria il lavoro è a metà, nel senso che delle 56 ecoballe ufficialmente disperse 12 sono state recuperate (una tredicesima è localizzata ma non è semplice da portare a galla perché incrostata col fondo marino e a una profondità di 60 metri) e 16 nel tempo sono riemerse o ritrovate dai pescatori. Ma l’operazione sembra man mano che si va avanti più complessa. È stato allargato anche il raggio degli interventi per portare in superficie altre ecoballe prima che arrivi l’autunno, non pare però più così scontato che alla fine tutto il carico disperso sia recuperato. Impressione che si ricava anche dalle parole del responsabile dell’area emergenze ambientali in mare dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ezio Amato, che in un’intervista al portale Intoscana, spiega come le incertezze siano legate anche al fatto che «nessuno ha mai raccolto ecoballe dai fondali marini, è un qualcosa di mai affrontato prima». Sul recupero completo secondo il responsabile dell’Ispra ci sono troppe variabili sconosciute. Su queste incertezze si puntano i dubbi di Amato su un recupero totale delle ecoballe: «Abbiamo esplorato tutto l’esplorabile e anche di più. Potremmo andare in giro per il Mediterraneo a cercare le ecoballe, ma alla fine il bilancio costi-benefici andrebbe pesantemente dalla parte dei costi e peserebbe sulle spalle dei cittadini» ha concluso il responsabile Amato.