ROBERTA RAGUSA E’ UFFICIALMENTE DECEDUTA

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Per la giustizia italiana Roberta Ragusa adesso è ufficialmente deceduta. Un decreto di due pagine firmato dal presidente del Tribunale di Pisa formalizza anche a livello civile la morte della donna all’anagrafe, fissandone pure data e luogo: il 14 gennaio 2012 a San Giuliano Terme.

Senza il decreto appena notificato, l’imprenditrice di Gello ai fini civilistici risultava ancora in vita. Un problema sollevato nei giorni scorsi dall’avvocato dei figli di Roberta attraverso Il Tirreno, sottolineando le difficoltà nelle procedure finalizzate a poter disporre dell’eredità. Finora, infatti, l’effetto di un “mantenimento in vita” burocratico era quello di blindare i beni della moglie di Antonio Logli, l’impiegato comunale 57enne che dal 10 luglio 2019 sta scontando una condanna definitiva a vent’anni di reclusione per omicidio aggravato e distruzione del cadavere della mamma dei suoi figli. Una sentenza sempre avversata da Logli che spera in un ribaltamento schierandosi su due fronti: la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (con la tesi di ingiusto processo) e la revisione del verdetto (attraverso nuovi fatti e testimoni non ancora svelati).

Il cadavere della donna non è mai stato ritrovato. Logli ha sempre sostenuto che sua moglie se ne fosse andata spontaneamente, ribadendo di non averle mai fatto del male. Versione accolta da entrambi i figli, Daniele e Alessia, che si dicono convinti dell’innocenza del padre.
Ora, con il riconoscimento ufficiale della morte della madre, ai due ragazzi sarà possibile accedere alla successione dei beni