STADIO, SBLOCCATO IL RESTYLING DEL FRANCHI

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Consentirà il pieno restyling dello stadio, libero dagli eccessivi vincoli della soprintendenza, senza che nulla del suo valore artistico e storico vada perduto. L’emendamento “sbloccastadi” condiviso da Pd e Italia Viva e presentato al Senato, pone le premesse per poter intervenire in modo più agevole per lavori di ristrutturazione sugli impianti vincolati in Italia.
Il testo riscritto sembra davvero venire incontro alle richieste fatte negli ultimi mesi dal presidente della Fiorentina Rocco Commisso. Due i commi cardine: il primo indica cosa è possibile fare “per rendere maggiormente efficienti gli impianti sportivi per competizioni agonistiche di livello professionistico” nonchè per “garantire l’adeguamento di tali impianti agli standard internazionali di sicurezza, salute e incolumità pubbliche”. Chi intende realizzare gli interventi “può procedere in deroga alle dichiarazioni di interesse culturale o pubblico già adottate, nel rispetto dei soli specifici elementi strutturali, architettonici o visuali di cui sia strettamente necessaria a fini testimoniali la conservazione o la riproduzione anche in forme e dimensioni diverse da quella originaria”. A individuare gli elementi sarà il Ministero dei Beni culturali, quindi la sovrintendenza, che indicherà “modalità e forme di conservazione, anche distaccata dal nuovo impianto sportivo, mediante interventi di ristrutturazione o sostituzione edilizia volti alla migliore fruibilità dell’impianto medesimo”. Con specifici limiti di tempo per evitare le lungaggini ministeriali.
Insomma nella ristrutturazione dell’impianto sportivo storico, il Ministero dovrà tenere conto che “l’esigenza di preservare il valore testimoniale dell’impianto” è meno importante dell’”esigenza di garantire la funzionalità dell’impianto ai fini della sicurezza, della salute e della incolumità pubbliche, nonché dell’adeguamento agli standard internazionali e della sostenibilità economico – finanziaria dell’impianto”.