16 MILIONI DI IVA NON PAGATA

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Fatture per operazioni inesistenti, emesse o utilizzate per oltre 93 milioni di euro, con un’evasione di Iva di circa 16 milioni. Queste le cifre di Una presunta frode fiscale scoperta dalla guardia di finanza di Cecina. 22 le persone indagate per dichiarazione fraudolenta, 3 quelle per riciclaggio e 2 per autoriciclaggio del denaro. Le indagini sono partite da alcuni controlli a un modesto negozio di articoli ortopedici del livornese spiega la guardia di finanza, arrivando poi a individuare un centinaio di imprenditori di varie regioni, che sarebbero coinvolti nella presunta frode. Il principale indagato dell’operazione denominata “Confusion” è l’amministratore della Srl del Livornese, Originario di San Vincenzo, con domicilio a Bergamo e residenza anagrafica in Romania, anche la moglie e la madre dell’uomo sono state deferite con l’accusa di riciclaggio. Gli altri 100 imprenditori coinvolti nella frode sono stati segnalati a 60 diversi reparti della guardia di finanza per il recupero delle pendenze tributarie. Circa 600 mila euro, solo una parte dei 16 milioni di Iva evasa, sarebbero stati “autoriciclati” tramite il trasferimento in un portafoglio digitale per l’acquisto di criptovalute gestito da una società londinese mmolto nota nel settore.