LA VITTIMA CONOSCEVA IL KILLER DELL’ARNO

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Pare che si conoscessero, roberto Checcucci, l’uomo trovato senza vita sul greto dell’arno a castelfranco di sotto, ed il suo assassino non si sarebbero incrociati in quel luogo di aperta campagna per caso.
E’ questa la pista che stanno battendo gli inquirenti, pur continuando a lavorare nel più stretto riserbo, una ipotesi che invalida la prima teoria elaborata, ovvero quella della rapina finita in tragedia.
Nelle ultime ore altre persone sono state interrogate. Ma non si tratterebbe di sospettati. Solo di persone che conoscevano Checcucci o ne potevano conoscere aspetti della vita sui quali deve essere fatta chiarezza.
In attesa dell’autopsia pochi sono gli elementi certi, Checcucci è stato ammazzato di giorno, domenica tra le 8 e le 10. L’ultima sua immagine è stata immortalata da una telecamera di sorveglianza della zona che la ha ripreso attorno alle 8 mentre camminava sull’argine del fiume, resta da capire se l’assassino lo abbia seguito oppure se lo attendesse in zona, di certo era qualcuno che sapeva bene chi era.
Tra le variabili che si analizzano anche quella che l’uomo sapesse qualcosa che non doveva sapere, che magari avesse visto qualcosa. Il fatto che l’arma del delitto non si trovi rende ancora più fitto il mistero, una storia che sembra molto lontana dal raptus di follia