OMICIDIO ALLA QUERCE, MOVENTE RESTA IGNOTO

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Ci sono indizi, arma del delitto e un presunto assassino. Ma manca ancora il movente. Rimane inspiegabile il motivo che lunedì sera avrebbe spinto Christian Ottavi, di 43 anni, a uccidere il conoscente e vicino di casa, Mirko Congera, di un anno più anziano di lui. L’omicidio, con una coltellata alla gola, è avvenuto in via Firenze sulla porta dell’abitazione che la vittima divideva con la propria compagna, Daniela Gioitta, di 42 anni. Anche lei è stata colpita con lo stesso coltello da cucina (ripertato dai carabinieri) dall’aggressore, ma è riuscita a salvarsi. Dopo essere stata operata d’urgenza all’ospedale di Prato la donna è stata ascoltata dai militari, ma non ha saputo dare alcuna spiegazione riguardo a quello che era accaduto, né riguardo al rapporto che l’aggressore avrebbe intrattenuto con la vittima. Rimane in silenzio anche il presunto omicida, rinchiuso nel carcere della Dogaia a Prato in stato di fermo, che nell’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del pubblico ministero. Sul cadavere di Mirko Congera è stata disposta l’autopsia da parte della procura: l’esame sul cadavere verrà eseguito nelle prossime ore