OMICIDIO LA QUERCE, ANCORA MISTERO SUL MOVENTE

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Quello de La Querce a Prato è stato un omicidio premeditato. Tra le poche certezze in mano agli inquirenti c’è il fatto che l’omicida, il 43enne Christian Ottavi, abbia portato con se da casa, l’arma del delitto, un coltello da cucina col quale ha colpito a morte Mirko Congera e ferito al collo la sua fidanzata, Daniela Gioitta intervenuta in difesa del compagno. Non è ancora chiaro invece il movente, sebbene carabinieri e Procura siano sempre più orientati verso motivi di natura economica. Ottavi, in stato di fermo nel carcere della Dogaia, ancora non ha parlato. I carabinieri hanno ascoltato la Gioitta, ricoverata all’ospedale Santo Stefano, appena si è ripresa dal delicato intervento chirurgico alla gola a cui è stata sottoposta martedì notte. La donna ha confermato il nome dell’aggressore, ma non avrebbe saputo motivare la mattanza. Certamente verrà risentita nelle prossime ore. I due uomini, la vittima e l’assassino, si sarebbero incontrati circa mezzora prima dell’omicidio per bere una birra insieme. Non si sa cosa si siano detti, ma Ottavi, una volta rientrato a casa, ha preso il coltello e con quello è andato a trovare Congera e l’ha aggredito subito, sulla porta di casa. Poi ha colpito anche la donna. L’autopsia sul cadavere del 44enne pratese ucciso, ancora senza un motivo, verrà eseguita questo venerdì