Caso Trentini, ricorso contro assoluzione

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La procura di Massa ha presentato ricorso in appello contro la sentenza della corte d’assise che il 27 luglio ha assolto Mina Welby e Marco Cappato dall’accusa di istigazione e aiuto al suicidio per la morte di Davide Trentini, malato di sclerosi multipla, deceduto col suicidio assistito in Svizzera nel 2017.
Cappato e Welby sono stati assolti perchè, secondo la corte, l’esistenza di Trentini era vincolata a “trattamenti di sostegno vitale” e che questi non devono essere intesi unicamente come dipendenza “da una macchina”, ma qualsiasi tipo di trattamento sanitario in assenza del quale il malato non potrebbe sopravvivere. Il principio dei “trattamenti di sostegno vitale” è stato indicato dai giudici della Corte Costituzionale con la sentenza 242 del 2019, emessa per il caso di Dj Fabo.
Tra le contestazioni contenute nel ricorso in appello presentato dal pm c’è il rilievo che a parere dell’accusa la Corte costituzionale, in quella sentenza, non avrebbe lasciato adito ad interpretazioni su cosa si debba intendere per trattamento di sostegno vitale: ovvero dipendenza da macchinari.
“la grave responsabilità di quanto sta accadendo è tutta del Parlamento italiano – commentano Mina Welby e Marco Cappato – che non ha ancora fornito risposta ai richiami della Corte Costituzionale. Da parte nostra, rifaremmo quanto abbiamo fatto e siamo pronti a rifarlo con altri malati nelle stesse condizioni”