Villa Gisella, indagine sulla morte di 2 fratelli

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Il primo fratello, il più giovane di due, è morto il 12 agosto. Il secondo lunedì 28 settembre. E adesso la famiglia vuole vederci chiaro. Ennesima indagine sulle morti nelle RSA toscane. A far partire l’indagine la nipote di Marco e Mauro Tiberti, entrambi ricoverati a Villa Gisella nei mesi più duri dell’emergenza Coronavirus. Trasferiti a febbraio nella struttura fiorentina il loro doveva essere un ricovero temporaneo in attesa che terminassero i lavori di adeguamento dell’abitazione alla condizione di malati: problemi vascolari per Marco Tiberti, 70enne ex già dirigente di Autostrade, senili per Mauro, 85enne ex giudice di pace. Poi la situazione sanitaria nazionale era precipitata ed erano stati tagliati fuori dal lockdown. Quando i familiari hanno potuto rivederli dopo il lockdown le loro condizioni sarebbero state già disperate: “malnutriti, smunti, deperiti, disidratat, irriconoscibili” hanno ha sottolineato la famiglia. Talmente provati da cedere in altri 2-3 mesi. La causa però non è riconducibile al Covid 19. I tamponi a cui sono stati sottoposti i 2 fratteli hanno dato tutti esito negativo . “Sappiamo che almeno uno dei due si era ridotto a mangiare solo pappette – ha detto l’avvocato Camilla Di Grazia – seduto sulla sedia a rotelle e con il pannolone addosso”. Viste le condizioni critiche i due fratelli furono trasferiti in una struttura specializzata in Mugello. Tentativo rivelatosi inutile. La nipote ha presentato due denunce: al Nas, con invio di una pec in procura. Poi sempre ai carabinieri, che l’hanno trasmessa al pm.