Mercati bloccati, export in calo del 15%

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Il blocco simultaneo e istantaneo di tutti i principali mercati di riferimento ha provocato la caduta libera dell’export dell’area fiorentina. Se si guarda al rapporto sui dati Istat elaborato dall’ufficio statistica e studi della Camera di commercio di Firenze e relativo al secondo trimestre 2020, ovvero mesi di aprile, maggio, giugno, il momento più grave della crisi, il quadro che emerge è drammatico. Al netto della situazione epidemiologica, però, già nei tre mesi successivi, gli indicatori fanno ben sperare. “L’area fiorentina e la Toscana in generale, si caratterizzano per prodotti di elevatissima qualità che si indirizzano a fasce alte di consumatori internazionali, in mercati estremamente dinamici: saranno i primi a ripartire, non appena il quadro sarà stabilizzato e normalizzato – ha affermato il segretario generale della Camera di Commercio di Firenze , Giuseppe Salvini. “Secondo le stime – ha aggiunto Salvini – l’anno si chiuderà con un -15 per cento di export sul 2019 e dunque non con quei dati drammatici che abbiamo registrato durante il lockdown”. Nel corso del secondo trimestre del 2020 sono infatti emersi in modo dirompente tutti gli effetti della crisi pandemica sulla dinamica del commercio estero  locale, con un crollo delle esportazioni del 21,7 per cento che ricalca gli andamenti che avevano caratterizzato il 2009. Se si analizzano i dati per un mese , si passa però da una caduta del 60 per cento nel mese di aprile rispetto allo stesso mese del 2019, al -43 per cento di maggio e al -13,6 per cento di giugno. Le maggiori contrazioni nel trimestre si sono registrate soprattutto per le attività del sistema moda, che hanno sfiorato nel momento peggiore della pandemia una flessione del 38 per cento, con un oltre -40 per cento della pelletteria.