Il progetto Rondine Cittadella della Pace nasce alle porte di Arezzo nel 1997 grazie a Franco Vaccari. Oggi è un modello di tolleranza e integrazione scelto da Liliana Segre per la sua ultima testimonianza

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Un mondo senza conflitti, fondato sull’uguaglianza e sull’integrazione. Il Progetto Rondinelle Cittadella della Pace, scelta da Liliana Segre per la sua ultima testimonianza sulla Shoah, nasce nel 1997 quando Franco Vaccari, artefice 2 anni prima nelle vesti di diplomatico della mediazione di pace tra il Governo Russo e la Cecenia,accoglie la richiesta di ospitare alcuni giovani nel borgo di Rondine per educarli alla leadership in Paesi dilaniati dalla guerra. Quella che sembra un’utopia oggi è una solida realtà, costruita nei primi anni con i campi di lavoro di tanti liceali e arrivata sotto gli occhi delle più alte cariche dello Stato. Quello alla Senatrice a vita è stato un abbraccio collettivo, dai ragazzi delle scuole fino alle famiglie religiose: cattolica, ebraica e islamica. Una giornata storica che resterà per sempre scolpita nel borgo alle porte di Arezzo. A ricordarla sarà l’arena di Janine. Uno spazio all’aperto, intitolato alla giovane amica che la Segre non salutò prima che venisse condotta nelle camere a gas di Auschwitz. “Rondine è il futuro che vorrei vivere»: in poche parole Liliana Segre ha risposto a chi chiedeva le ragioni della sua scelta, quella di dire addio alle testimonianze proprio nella cittadella toscana. Perchè Rondine accoglie giovani provenienti da Paesi teatro di conflitti armati o post-conflitti e li aiuta a scoprire se stessa attraverso gli occhi del nemica. Liliana Segre ha scoperto l’importanza della sua testimonianza vedendo la Shoah.