INGORGO TAMPONI, POCHI 5.000 TEST RAPIDI AL GIORNO

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In Toscana non c’è la fila che vediamo altrove per fare i tamponi ai drive in ma le agende sono al limite della saturazione.  Forse una boccata di ossigeno arriverà con l’ordinanza in arrivo per dare il via ai tamponi rapidi per gli studenti. Il sistema consentirà di aumentare la capacità di 5.000 testa al giorno. Che non andranno a impattare sui laboratori dove, negli ultimi giorni, si è creato l’ingorgo. Fra l’esecuzione dei tamponi e dei referti i tempi si sono allungati : mediamente in Toscana, le risposte arrivano in quattro giorni. Troppi. Per questo si sta lavorando a migliorare. Ma l’ipotesi su cui il governo punta, quella di far effettuare i tamponi rapidi ai pediatri di famiglia, non sembra ancora convincere la categoria dei medici. “Siamo oberati di lavoro, ognuno di noi deve rispondere ogni giorno a 50-70 telefonate e poi abbiamo cominciato con la vaccinazione – dice il segretario toscano della sigla sindacale Fimp (la federazione dei medici pediatri), Valdo Flori”. I pediatri di libera scelta in Toscana sono 440 e ognuno di loro ha in media 900 assistiti. Nonostante siano nell’occhio del ciclone, attaccati dal sindacato dei medici ospedalieri per aver deciso di non fare entrare in ambulatorio i bambini con sintomi suggestivi del Covid ma di fare subito la richiesta di tampone, i pediatri si difendono sostenendo con forza che la strada scelta è un percorso obbligato. “Facciamo un triage telefonico, è rischioso far venire i bambini con febbre, tosse e raffreddore in ambulatorio- spiega Flori- è meglio far partire subito le richieste di tampone, anche perché l’esclusione della positività al virus è l’unico modo per poter certificare il loro rientro a scuola”