OMICIDIO CHECCUCCI, IL MISTERO RESTA FITTO

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Libri, estratti conto e documenti vari. Su questo hanno concentrato la loro attenzione i carabinieri che sono tornati a perquisire la casa di Roberto Checcucci a caccia di informazioni utili sulla vita del 53enne di Fucecchio, trovato cadavere due settimane fa in un fosso vicino all’argine dell’Arno a Castelfranco di Sotto.
Una matassa difficile da dipanare perchè Checcucci sembra essersene andato senza lasciare traccia. Non possedeva un cellulare, così come non aveva profili social e nemmeno un computer. Quando è stato trovato non aveva nemmeno i documenti con se.
Gli inquirenti hanno sentito più volte il fratello Gilberto per conoscere meglio le abitudini e la personalità della vittima. Un uomo, almeno all’apparenza, senza amici. Una persona solitaria, un camminatore abitudinario. Nessuno sembra sapere davvero come trascorresse le sue giornate.
Di primo impatto è stato escluso il movente della rapina finita male. Il luogo del delitto è molto frequentato da persone che vanno a passeggio la domenica mattina. Più probabile che Roberto avesse un appuntamento con la persona che l’ha ucciso.
Le indagini vanno avanti nella speranza che dalla vita del 53enne emerga qualcosa di utile. Intanto il fratello si sta adoperando per trasportare la salma a Fucecchio per il funerale. Dalla Procura c’è l’autorizzazione alla sepoltura